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Le attuali conoscenze di fisiologia umana, l'alto grado di affidabilità delle attrezzature subacquee e l'affinamento delle tecniche esplorative hanno fatto si che un'immersione in grotta non sia più una rischiosa avventura ma un'indagine scientifica. |
| Foto di Francisco J.S. Lima |
L'ambiente della grotta e quello subacqueo hanno considerevoli aspetti in comune. La somma delle caratteristiche proprie della speleologia e della subacquea fanno si che la speleologia subacquea si presenti come un'attività ad elevato grado di rischio.
Oggi il termine speleo sub non è più sufficiente per indicare chi si dedica a questa attività. La speleologia subacquea attuale sta infatti specializzandosi secondo due branchie ben distinte.
Gli speleosubacquei cercano di approfondire e continuare le esplorazioni di sistemi ipogei che presentano al loro interno tratti allagati, spesso oltre quei tratti di galleria allagati, definiti sifoni è possibile proseguire la prosecuzioni e quindi l'esplorazione asciutta della cavità.
Accanto a questo tipo di esploratori, di chiara matrice speleologica, si sta diffondendo sempre più una categoria di speleosubacquei che potremmo definire speleoidronauti. Questi specialisti affrontano esplorazioni di risorgenze profonde e molto lunghe utilizzando attrezzature ingombranti, pesanti, delicate e sofisticate ed adottano tecniche di immersioni particolari.
L'attività speleosubacquea e speleoidronautica oltre a soddisfare la legittima curiosità dell'uomo sapiens di esplorare l'ignoto può aiutare a migliorare le conoscenze in campo ecologico, biologico, geologico, archeologico ed idrologico dell'area oggetto dello studio. |
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| Foto di Lorenzo Epis |
Lorenzo Epis
Istruttore di Speleologia Subacquea dell'ANIS