Spedizione Petar 2002

BRASILE - GENERALITÀ
La Repubblica federale del Brasile misura 8.512.000 kmq. (quasi 30 volte l'Italia). Comprende 26 Stati, più il distretto Federale di Brasília. La larghezza massima e la lunghezza grosso modo si equivalgono (4500 km da nord a sud e 4400 km da est a ovest). E' il paese più esteso dell'America del sud e confina con tutti gli stati, eccetto Cile ed Equador. E' un paese dal clima essenzialmente tropicale, essendo compreso tra una latitudine di 5° nord ed i 34° sud ed è attraversato dall'equatore e dal tropico del capricorno a sud.

In una regione così vasta si alternano ambienti assai diversi, dalla foresta pluviale amazzonica, alle zone sub-desertiche del "Sertão"; dalle bianche spiagge coralline del nord est, alle baie di Rio de Janeiro, agli agglomerati di cemento di San Paolo.

La bandiera del Brasile verde, celeste e oro fu introdotta nel 1922 dopo l'indipendenza del paese. Nel 1889 il blasone reale venne sostituito dalla rappresentazione del cielo di Rio de Janeiro, nella notte della proclamazione della repubblica. Il verde rappresenta la ricchezza del paese nel regno vegetale, il giallo, l'oro, la ricchezza nel regno minerale.Una fascia bianca con la scritta ORDEM E PROGRESSO, simboleggia l'equatore mentre le 26 stelle bianche nel cielo rappresentano gli stati brasiliani che sono tutti sotto l'equatore eccetto uno, Amapà, che si trova al di sopra.

La zona delle nostre ricerche è situata nel sud est del Brasile: nel parco Naturale del Petar, un'area di 3500 kmq compresa fra gli stati di San Paolo e Paraná. San Paolo rimane a 350 Km; Curitiba a 200. La regione è interamente ricoperta dalla foresta atlantica, quella foresta che una volta, prima dei conquistadores, rivestiva tutto il territorio brasiliano, dalle Ande all'Atlantico. Città vicine sono Iporanga ed Apiaí, (da quest'ultima si può raggiungere col pullman San Paolo). Unico collegamento fra i due piccoli centri, una strada sterrata, percorribile in un'ora e mezza di auto. L'autobus le collega una volta al giorno.

La regione è un alternarsi di rilievi costituiti di montagne da 700 a 1200 metri e valli, modellati dal carsismo in un susseguirsi di polje e doline, mascherate da una fitta vegetazione, ricresciuta velocemente e rigogliosa dopo lo sfruttamento dovuto alla presenza dell'uomo.Tutte queste vallate, fino a qualche decennio fa, erano densamente popolate da gente di razza negra, dedita alla coltivazione di riso, granoturco, manioca, fagioli, banane. Rimangono ancora piccoli nuclei abitati a testimonianza di queste forme di antropizzazione.

UN PO' DI STORIA
Le popolazioni indios quasi sicuramente sono arrivate in America attraversando lo stretto di Bering nel corso dell'ultimo periodo glaciale. In Brasile non rimangono testimonianze di grandi civiltà, come in Perù o in Messico. Dei tre milioni di indigeni che vivevano in questa grande regione all'arrivo dei portoghesi, ne sopravvivono, circa 200.000.

Anticamente la zona che ci vede impegnati nelle nostre ricerche, era isolata ed era abitata dai Bugris, gente di razza indiana, in lotta con i Tupi-Guaraní che vivevano nelle vallate più in basso.

Le tracce della presenza umana più antiche sono le numerosissime pitture rupestri, che si trovano nelle grotte o nei ripari ai piedi delle pareti rocciose.

Nel 1500 il navigatore portoghese Pedro Alvares Cabral arriva in Brasile (Bahia). Poco dopo scendendo e risalendo lungo la costa si esplorano Belém (Betlemme, perché i portoghesi sono arrivati lì nel Natale del 1501) e arrivano nel gennaio del 1502 alla baia di Rio. La credevano una baia fluviale, per questo la chiamarono Rio de Janeiro (Fiume di Gennaio). Nel 1532 arrivano un centinaio di coloni che si stanziano essenzialmente lungo le coste, soprattutto per lo sfruttamento del legname, fra cui il Pau Brazil (un legno rosso come la brace, utilizzato per tingere le stoffe) che darà il nome al paese. I portoghesi inizialmente rimangono delusi perché non avevano trovato l'oro, tanto abbondante invece nei paesi di conquista spagnola e abbandonano per alcuni anni il paese. Nel 1545 viene nominato il primo governatore del Brasile, Thomas de Souza, sotto la corona portoghese, la capitale è Salvador. Per tutto il 1500 la conquista si spinge essenzialmente lungo le coste. Nel 1600 è molto fiorente la coltivazione della canna da zucchero per la quale inizialmente si sfruttò la manodopera locale. Dal momento che gli indios morivano in massa, non sapendosi adattare alla schiavitù e sopportare le malattie degli europei, i coloni fecero importare in gran quantità gli schiavi negri d'Africa, dall'Angola e dal Mozambico, già colonie portoghesi. Nel 1696 c'è la scoperta dell'oro in Minas Gerais e la conseguente corsa alla ricerca dei metalli preziosi. Nel 1788 Rio de Janeiro è la capitale del Brasile. Nel 1807 il re portoghese Dom João VI scappa con la sua corte in Brasile, in seguito alle vicende napoleoniche. Nel 1821 ritorna in patria e lascia al figlio Dom Pedro I la reggenza del Brasile. Già si andavano manifestando le prime richieste d'indipendenza, ferocemente soffocate nel sangue. L'indipendenza fu proclamata l'anno successivo dallo stesso sovrano che assunse il titolo imperiale di Dom Pedro I. Il caffè rappresenta la ricchezza principale, in quanto la canna da zucchero soffre la concorrenza delle Antille francesi.

Nel maggio 1888 si arriva all'abolizione della schiavitù, dopo fortissime resistenze da parte dei proprietari terrieri, e, nell'anno successivo, alla fine della monarchia.

Nel secolo XX il Brasile partecipa alla prima guerra mondiale, entrando in guerra, assieme agli USA a fianco dell'Intesa, nel 1917. Sempre nello stesso schieramento, il Brasile sarà presente nella seconda guerra mondiale. Grazie agli appoggi americani, sotto il presidente Vargas, si seppe rilanciare l'economia, soprattutto nella produzione di materie che servivano per la guerra. Nel 1954 le elezioni portano al potere Juscelino Kubitschek, che progetta e programma la costruzione di Brasilia. In quattro anni, nel Sertão del Goiás, in mezzo al deserto sorge un'efficiente e moderna città di oltre un milione di abitanti allo scopo di sostituire nella funzione di capitale, la periferica e ormai sovraffollata Rio de Janeiro.

Nella progettazione della città, si è espresso ai massimi livelli artistici il grandissimo architetto Oscar Niemeyer. Nel 1964 un colpo di stato riporta la dittatura che dura fino al 1985. Succedono, due presidenti Collor e Cardoso (due mandati), ed ultimamente è stato eletto Luis Inácio Lula da Silva, attuale presidente del Brasile.

SPELEOLOGIA BRASILIANA
In Brasile, dove si incontrano grandi zone carbonatiche, esiste un forte potenziale speleologico, Data l'altitudine non molto elevata di questi antichi tavolati, non sono state scoperte finora grandi verticali, ma le grandi grotte orizzontali o sub-orizzontali sono fra le più belle ed interessanti al mondo, non solo per la ricchezza e originalità di speleotemi, ma anche per la varietà di fauna cavernicola tropicale e la frequente presenza di reperti archeologici e paleontologici.

Scientificamente la speleologia in Brasile nasce alla fine del secolo XIX per opera di Peter Lund che esplora decine di grotte in Minas Gerais e di Ricardo Krone che menziona nella zona d'Iporanga, più di trenta caverne. Alcune di queste, nonostante numerosi indizi e dettagliata descrizione non sono state ritrovate nell'ambito di ricerche recenti. Nel 1937 in Minas Gerais in seno alla scuola delle miniere di Ouro Preto, nasce la Sociedade Escursionistica Espeleologica, la più antica dell'America latina. Negli anni '60 alcuni soci fra cui i francesi Pierre Martin e Guy Collet, (quest'ultimo collaboratore in più occasioni di AKAKOR), fondarono la Sociedade Brasileira de Espeleologia (SBE). Da allora gli interessi si spostano in altri stati, Goiás, Bahia (grotta Toca Boa Vista con oltre 100 km esplorati). Vennero alla luce molti gruppi speleologici fra cui il Grupo Bambuí, di Belo Horizonte ed il Grupo Pierre Martin, di San Paolo. Negli ultimi anni si sono effettuate spedizioni congiunte soprattutto franco-brasiliane ed italo-brasiliane.

La Società Brasiliana di Speleologia ha diviso le zone carsiche del Brasile, in ordine d'importanza, in Province Speleologiche, Aree speleologiche e Regioni carbonatiche.

IL PETAR
PETAR - Parque Estadual e Turistico do Alto Ribeira (Parco Statale e Turistico dell'alta valle del Fiume Ribeira)

Regione delle grotte, situata a sud dello Stato di San Paolo. Era molto povera, fino a qualche decennio fa e la sopravvivenza era difficile. Pareva che il tempo si fosse fermato al 1600 quando l'oro proveniente dall'interno del Brasile, veniva imbarcato ad Iporanga, per raggiungere il vecchio continente. Oggi la ricchezza non è più data dall'oro, ma dalle bellezze naturali, la foresta, le grotte, le cascate che attraggono ogni anno migliaia di visitatori.

Il PETAR si trova principalmente nello Stato di San Paolo. La temperatura media annuale è di 20°. Rimangono vestigia di foresta primaria soprattutto nelle zone più inaccessibili, il resto è già stato sfruttato per l'agricoltura.

Si trova fra le città d'Iporanga e Apiaí, nella provincia speleologica della valle del Ribeira (25.000 kmq. con cime che toccano i 1.000 m d'altezza). Fa parte della regione sud e sud-est del Brasile ed in particolare all'area geologica del bacino del Paraná. Le rocce appartengono alla formazione Açungui São Roque costituite da sedimenti metamorfici del Precambriano Superiore, la cui origine marina è messa in evidenza dal grande spessore degli strati e da strutture biogeniche caratteristiche. La regione è molto perturbata tettonicamente, la pendenza degli strati varia da 30 a 70 gradi.

La temperatura media annuale è di 20°, piove soprattutto nei mesi estivi (dicembre, gennaio, febbraio), quando la temperatura tocca i 33° ed il tasso di umidità è assai elevato.

Dopo un breve periodo d'ambientamento iniziano le operazioni.

PRIMA FASE - CAMPO AVANZATO BOMBAS (04-08-AGOSTO 2002)
Il villaggio, ormai ridotto a poche casupole di legno e fango, si trova a destra del fiume Betarí. Lo si raggiunge in un saliscendi di due ore nel cuore della foresta fra la Serra (dorsale) do Sem Fim e la Serra Ferreira. Cinque muli trasportano il materiale necessario per cinque giorni di permanenza. Nel bairro (quartiere) Bombas, una volta popolato da circa 300 famiglie, si vive come 100 anni fa, sulle pendici delle doline coltivano riso, fagioli, mandioca, mais, canna da zucchero. Bombas significa polle d'acqua, risorgenze. Lì, infatti, affiorano grosse sorgenti che danno origine ad un fiume perenne che scorre in superficie.

Siamo alloggiati nella scuola elementare, frequentata fino allo scorso anno. Ora i due bambini del bairro vanno a scuola ad un'ora di distanza. Sulle pareti delle aule rimangono tenere testimonianze della vita di quelle creature che andavano lì ad istruirsi. La corrente elettrica era generata da un impianto a pannelli solari, l'acqua era captata da vicino torrente.

La zona era infestata da insetti di ogni genere cui non è parso vero poter disporre di ignari turisti cui succhiare il sangue. Abbiamo dormito per terra e usato i banchi di scuola come tavoli. Si cucinava sul focolare di terracotta in casa di Nivaldo, una delle nostre guide. Per bere si attingeva l'acqua direttamente dal torrente.

Indispensabile, per arrivare alle grotte, l'esperienza e le conoscenze delle guide locali, Toninho, Nivaldo e Catarino.

Si sono esplorate in zona Bombas otto nuove cavità, alcune abbastanza estese e molto spettacolari. La zona comunque, era già stata oggetto di studio di una spedizione franco-brasiliana nel '92 e nel '95 i cui risultati, però, non erano stati depositati presso la SBE.

Rimane forte il ricordo delle persone che ci hanno accompagnato, della loro disponibilità e della loro dignitosa povertà. La grotta di Catarino è sicuramente la più bella ed interessante. Un enorme e spettacolare ingresso mette in evidenza la forte inclinazione degli strati. All'interno la grotta si sviluppa su tre piani sovrapposti. Molto bello il colore degli strati di calcare e marmo striati con fantasia di bianco e grigio.

SECONDA FASE - CAMPO BASE BAIRRO DA SERRA (09-14 AGOSTO 2002)
La sistemazione è decisamente migliore. Siamo ospitati in una pousada nuova e accogliente. Abbiamo anche il collegamento Internet e possiamo comunicare a casa con le e-mail. Troviamo colazione e cena pronte ed i panini per mezzogiorno già preparati. La zona ha conosciuto recentemente un notevole sviluppo, grazie alla valorizzazione delle grotte, cascate, ecc., del parco. Sono sorte numerose pousade, bar, negozi. Vi arrivano ogni anno numerosi visitatori, soprattutto dalla zona di San Paolo. La foresta atlantica che riveste i pendii dei monti, qui si manifesta in tutta la sua esuberanza. Una volta ricopriva tutto il Brasile dalle Ande all'Atlantico. Qui rimangono alcuni lembi di foresta primaria che l'istituzione del Parco intende preservare. Il parco naturale del PETAR è patrimonio mondiale dell'umanità, sotto l'egida dell'Unesco. Il periodo migliore per le esplorazioni è luglio e agosto. Non fa molto caldo e piove di meno. Grotte esplorate e topografate: 5. La più interessante di esse è la grotta Dito Mano. Antico sumidouro (inghiottitoio) del complesso Ouro grosso. Sul lato sinistro della valle, si sale fino sulla sommità del monte, si taglia per la foresta a destra. La grotta si apre all'interno di una grossa dolina. L'ingresso è maestoso. Dopo un centinaio di metri tappa nel fango, ma c'è di lato un proseguimento, nascosto fra le pietre, stretto, che prolunga la grotta di un altro centinaio di metri. La grotta è molto bella. Qualche concrezione, ma è spettacolare l'erosione degli spessi strati calcarei dal brillante colore grigio scuro bluastro, con striature molto chiare che creano fantasiosi disegni.

TERZA FASE - ESPLORAZIONE GROTTA PINGO DE AGUA (15-19 AGOSTO 2002)
Abbiamo dovuto spostarci nella zona di Casa de Pedra perché qui vicino erano già passate tante altre persone. Sono occorsi due giorni di avvicinamento, lungo il rio Iporanga, costeggiandolo e spesso guadandolo, fino alla confluenza con il Pingo d'água. Saliti poi in alcune ore fino alla sommità del monte, si è intravvista una cascata d'acqua che precipitava dentro ad un baratro. Si è allestito a metà strada un campo base avanzato dove poter dormire e mangiare. L'esplorazione ha dato buoni frutti, oltre 900 i metri di grotta topografati, rimangono buon prospettive di proseguimenti, perché alcuni rami fossili non sono stati raggiunti.

Nonostante la fatica per il lungo ed impervio sentiero di avvicinamento ed i disagi patiti, la scoperta e l'esplorazione di questa grotta sono stati i momenti più significativi dell'intera spedizione.

Akakor Geographical Exploring

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