Islanda 1999

Il famoso romanzo di Jules Verne – Viaggio al Centro della Terra – narra la folle impresa di un professore di Hamburgo e di suo titubante nipote. Ed è proprio in Islanda che tutto ha inizio. Dopo avere decifrato un misterioso manoscritto che svelava la via per raggiungere il centro della Terra, la strana coppia decide di seguire le orme e di scendere nel cratere di un vulcano all’estremità occidentale del paese. Nelle viscere della Terra troveranno mare e fiume, tempeste magnetiche, piante e animale preistorici.

In questa geografia fantascientifica l’AKAKOR GEOGRAPHICAL EXPLORING ha realizzato la Spedizione Islanda’99 – Viaggio al Centro della Terra, organizzata in collaborazione con l’ “International Commission Glacier Caves and karst in Polar Regions

L’obiettivo principale era di condurre studi tecnico-scientifici ed interscambi culturali in diverse aree d’attuazione.

Islanda’99 ha sintetizzato il concetto moderno d’esplorazione coinvolgendo 9 ricercatori di 4 differenti paesi: Italia (3), Brasile (2), Spagna (3), Islanda (1) che in 40 giorni hanno prodotto approfondimenti geografici, tecnici e scientifici di rilievo assoluto in una delle arre meno note della Terra, in particolare nel ghiacciaio più esteso dell’Europa, il Vatnajoküll (8410 km2).

Lo staff AKAKOR composto da: Lorenzo Epis, ricerche subacquee, Alessandro Anghileri, esplorazione, Mauro Negri, ricerche subacquee, Soraya Ayub, ricerca idrogeologica e Marcel Tavarez,: giornalista, in sinergia con lo staff spagnolo composto da Adolfo Eraso, membro del National Geographic Society per la ricerca idrogeologica, Maria del Carmem Domingues, elaborazione dati e José Remas Ayala, con l’aiuto dell’islandese Sigurdur Jonsson, ricerca idrogeologica, ha prodotto in 2000 ore di ricerca i seguenti risultati: esplorazione e studio di 23 ponores (abissi glaciali) con tecniche specifiche; immersioni ed esplorazione subacquee endoglaciale effettuate con metodi non convenzionali; realizzazione di una ricerca idrogeologica di un bacino idrografico glaciale; monitoraggio climatico continuo effettuato tramite una stazione meteorologica e strumenti multifunzione dell’ultima generazione; realizzazione filmati, documentazione fotografica e giornalistica.

L’Islanda, posta nel mezzo dell’Oceano Artico, attraversata negli abissi del sottosuolo dal solco incandescente della Dorsale medioatlantica e sfiorata a nord dal Circolo Polare Artico, è una terra estrema, contesa dal gelo dei ghiacciai e dal calore dei vulcani. L’opera immane delle ere geologiche ha scolpito il suo volto in un grandioso scenario di fiordi, torrenti, cascate, montagne lunari e nere falesie, erte come muraglie sul mare con le loro fantastiche colonne di basalto.

La mappa dell’Islanda è dipinta da grandi macchie bianche che coprono complessivamente 11% dell’intera superficie dell’isola. Sono gli jökull, i grandi ghiacciai islandesi, le calotte tondeggianti di Drangajökull, Mýrdalsjökull, langjökull, Vatnajökull, il Padre delle Acque. Quest’ultimo, Vatnajökull, copre da solo 8.410 chilometri quadrati, ed è in assoluto il ghiacciaio più grande d’Europa. La calotta raggiunge una quota massima di 2.119 metri, con una corazza di ghiaccio spessa oltre la metà.

Da metà luglio a fine agosto i nove ricercatore hanno sfidato le insidie dei ponores, gli abissi glaciali, per verificare i cambiamenti del clima e suoi effetti sullo scorrimento del ghiacciaio. Sono stati applicate le più sofisticate tecniche di Speleologia Subacquea, utilizzando attrezzature subacquee high-tec progettate e realizzate per potere effettuare una serie d’immersioni in ambienti estremi con l’obiettivo di esplorare e studiare dei sistemi endoglaciali.

Sono stati percorsi circa 8.000 km e trasportati circa 900 kg di materiali (attrezzature subacquea, fotografica e video, apparecchi di radio comunicazione, strumenti di rilevamento, ecc.).

E’ stata istallata una stazione meteorologica e delle sonde che permetteranno attraverso un sistema satellitari la raccolta di una serie di dati di notevoli interesse, inoltre sono stati effettuati ricerche di carattere idrogeologico utilizzando strumenti elettronici multifunzioni dell’ultima generazione.

In Spedizioni come questa il lavoro di squadra è fondamentale. Occorre installare un campo base estremamente organizzato che permetta di ospitare gli uomini e le attrezzature in modo tale di garantire il massimo grado di conforto logistico per potere pianificare e sviluppare al meglio tutte le attività tecnico esplorative collegate alla Glacio Speleologia Subacquea.

Le immersione endoglaciale rappresentano una grossa incognita e vengono effettuati in condizioni di rischi elevati ma offrono paesaggi di bellezza incredibile, si effettuano esplorazione in mondi del tutto sconosciuti effettuando punte esplorative che offrono allo Speleo sub momenti eccezionali, intensi per magia, bellezza, paura, angoscia e felicità estrema.

La preparazione ad un’immersione endoglaciale è estremamente complessa e laboriosa, nulla deve essere lasciato al caso: una improvvisa avaria alla attrezzatura subacquea potrebbe avere conseguenze drammatiche. Le condizioni ambientali e le temperature dell’acqua costantemente intorno a zero gradi rendono oltre modo ardua una immersione in queste condizione mettendo a dura prova il fisico dei subacquei e di loro equipaggiamento.

Per questo motivo l’AKAKOR ha fatto una rigorosa selezione dei materiali da impiegare nelle loro immersioni, da cui dipendeva non solo il successo delle ricerche ma anche la loro stessa integrità fisica.

La Spedizione Islanda’99 ha rappresentato una esperienza di assoluto rilievo attraverso interventi sinergici che oltre a soddisfare la legittima curiosità del uomo sapiens di esplorare l’ignoto hanno permesso approfondimenti e sviluppi che amplificano il concetto della Scienza come sovrana attività umana, comprendendo azioni concrete in favore delle comprensioni dei fenomeni e delle conservazioni delle aree oggetto di studio.

Il concetto di esplorazione dei secoli passati finalizzata alla scoperta di nuove terre alle soglie del terzo millennio assume aspetti globali producendo approfondimenti e sviluppi multidisciplinari.

C’è ancora molto da scoprire, nelle regioni più remote della Terra, esistono aree ancora sconosciute che custodiscono straordinari segreti ed offrono l’opportunità di scrivere nuove pagine della storia dell’uomo e della natura permettendo esperienze morali di rilievo assoluto coniugando le mille interazioni possibili tra le scienze conosciute.