Islanda 1999
Vatnajoküll (Islanda)
Perché l’Islanda?
Alla fine del 1° Master in Ambiente presso l’Università di Cordova durante l’anno accademico 1991/92, gli studenti chiesero consiglio a Adolfo Eraso, uno dei loro professori, per scegliere la meta del viaggio conclusivo del Master e lo invitarono a unirsi a loro.
Adolfo ha proposto l’Islanda, una giovane isola situata sul rift tra la placca Americana ed Europea, che ospita il Vatnajökull, il ghiacciaio più grande non solo dell’Islanda, ma anche d’Europa, con 8.700 km2 di estensione. L’Islanda sembrava essere un ottimo candidato, in quanto la continua lotta tra il fuoco e il ghiaccio si aggiunge alle sue peculiarità, sia dal punto di vista botanico che geologico.
E’ una terra di estremi primordiali. Posta in pieno Oceano Artico, è letteralmente spaccata dalla Dorsale Medio-Atlantica e contesa tra il gelo perenne dei ghiacciai (jökull) e il calore incandescente dei vulcani.
L’incessante opera delle ere geologiche ha scolpito un paesaggio grandioso: fiordi profondi, torrenti impetuosi, montagne lunari e nere falesie basaltiche che si innalzano come muraglie sul mare.
Gli jökull ricoprono l’11% dell’isola. Tra questi, il Vatnajökull, il “Padre delle Acque”, domina incontrastato, con i suoi 8.410 km² di estensione e una corazza di ghiaccio che raggiunge oltre la metà della sua altitudine massima di 2.119 metri.
Risultati delle Spedizioni Islanda 92, 96 e 97
- Islanda 92
Durante la spedizione del 1992, furono riconosciuti i margini di diverse calotte glaciali (Myrdalsjökull, Langjökull, Hofsjökull e Vatnajökull), inventariando i fiumi sotterranei che ne fuoriuscivano, in quanto suscettibili di studi successivi. L’obiettivo era, in prospettiva, realizzare una stima della recessione glaciale.
- Islanda 96
In questa spedizione era stato selezionato come luogo di lavoro il fianco nord-ovest della calotta glaciale Vatnajökull, tra Kverfiöll e Bardarbunga.
Già sul posto fu riscontrato un aumento anomalo e crescente delle portate nei fiumi che emergevano dal ghiacciaio, e il collasso di alcuni condotti glaciali.
Sospettando si trattasse della riattivazione di un processo idrotermale che aumentava gravemente il rischio oggettivo, si decise di spostarsi sul fianco sud-est del Vatnajökull, dove fu trovata la lingua glaciale Kviarjökull, che, grazie ai suoi abbondanti fiumi subglaciali, costituiva un obiettivo eccellente.
Al termine della spedizione, durante il viaggio in traghetto dall’Islanda alla Danimarca, giunse la notizia della grande eruzione vulcanica vicino a Bardarbunga sotto il Vatnajökull, a soli circa 12 km di distanza da dove avevano iniziato a lavorare.
Nel Kviarjökull, la parte finale della zona di ablazione, lunga 4 km dalla prima barriera di seracchi, presenta una grande quantità di ponors o moulins; tra questi fu selezionato per l’esplorazione il ponor Tatuk, dove due fiumi supraglacialli scompaiono.
- Islanda 97
Facendo seguito alle ricerche e ai risultati ottenuti nella Spedizione Glaciologica Islanda 96, fu organizzata la Spedizione Islanda 97 sulla lingua glaciale Kviarjökull.
Le opportunità offerte dall’Islanda in termini didattici, esplorativi e scientifici, il suo carattere vulcanico attivo e la recessione dei suoi ghiacciai, la rendono un luogo privilegiato per la scienza.
Dopo, già in Spagna, arrivò l’informazione completa inviata dal team islandese della International Commission “Glacier Caves and Karst in Polar Regions”, la quale comunicava che si erano fusi 3 km3 di ghiaccio, che erano eruttati (jökulhlaup) violentemente a sud del Vatnajökull, a Skeidararsandur, con picchi di portata di 65.000 m3/sec, dopo aver attraversato 50 km sotto la calotta glaciale.
Nella spedizione di 1997, furono esplorate due lingue glaciali: Kviarjökull e Virkis-Fallökull, situate nella parte sud-est della calotta glaciale Vatnajökull, dove furono investigati alcuni moulins che generano fiumi endoglacialli.
Entrambe le lingue glaciali furono selezionate perché presentano un processo carsico di drenaggio nelle loro zone di ablazione. Fu applicato il Metodo di Predizione delle direzioni principali di drenaggio subglaciale (vedi Figura 1), ottenendo percentuali di probabilità per direzione. Successivamente, la predizione ottenuta in ogni caso fu confrontata con le direzioni dei fiumi esplorati e con gli allineamenti di eskers visibili in entrambe le lingue glaciali. Questi eskers rappresentano paleo-drenaggi smantellati dall’ablazione glaciale.
Figura 1. Schema dei programmi che compongono la versione 4.0 del Metodo di Predizione (Metodo Eraso),
con i corrispondenti file di ingresso e uscita, così come le uscite grafiche.
Durante Islanda’97 furono topografati 13 ponors o moulins nella zona di ablazione della suddetta lingua dove fu osservato drenaggio endoglaciale, ottenendo in totale 456 m topografati di condotti di fiumi sotterranei nel ghiacciaio. Tra questi fu realizzata anche la topografia del ponor Tatuk (o ponor M, nella Figura 5) che era stata eseguita l’anno precedente.
Questa lingua glaciale fu anche monitorata, lasciando un team islandese incaricato della manutenzione degli apparecchi lì collocati e dell’invio dei dati ottenuti giorno per giorno.
Nella Figura 2 si può vedere una localizzazione generale dei ponors nel Kviarjökull e nella Figura 3 si mostrano le lunghezze delle direzioni dei condotti topografati di ogni ponor. Nella Figura 4 si possono osservare le lunghezze totali di tutte le grotte, sia in metri che in percentuali, così come l’istogramma associato.
Figura 2. Localizzazione dei 13 ponor (inghiottitoi) topografati sul Kviarjökull nella Spedizione Islanda’97.
Figura 3. Distribuzione delle direzioni dei fiumi subglaciali topografati in Islanda ’97.
Figura 4. Distribuzione delle direzioni dei fiumi in percentuali e istogramma associato.
Figura 5. Topografia del fiume subglaciale del ponor (inghiottitoio) Tatuk, realizzata in Islandia ’97.
Questo fiume subglaciale del ponor Tatuk, topografato anche nel ’96 con un totale di 45,6 m di condotti e una profondità di 32 m, è passato a un totale di 66,9 m di sviluppo di condotti topografati e una profondità di 19,5 m nel ’97. Confrontando questi dati (Figura 6) di entrambe le spedizioni, si osservano importanti modifiche, specialmente per quanto riguarda l’ablazione superficiale, che è risultata essere di almeno 12,5 m in questo periodo. Le lunghezze in metri dei condotti di questa grotta, così come la loro varietà direzionale, hanno permesso di constatare il movimento relativo della lingua glaciale durante questo periodo, risultato più significativo del previsto.
Figura 6. Confronto del ponor Tatuk nel ’96 e nel ’97.
Questo movimento è stato osservato anche confrontando i risultati ottenuti con il Metodo di Predizione (realizzato unicamente nel ’96) e con il totale dei condotti topografati risultanti dalle esplorazioni condotte durante la spedizione del ’97.
A causa delle diverse posizioni delle grotte topografate, alcune vicine alla Morena Laterale Destra e altre vicine alla Morena Centrale Destra, si è lavorato con questi due gruppi di grotte separatamente (Figura 7), osservando che questo movimento di spostamento e rotazione è circa due volte maggiore nell’area prossima alla Morena Centrale Destra rispetto a quella della Morena Laterale Destra.
Figura 7. Confronto del Metodo di Predizione applicato nel ’96 e delle topografie realizzate nel ’97.
In conclusione, si può apprezzare l’efficacia del Metodo di Predizione applicato a questa lingua glaciale, che riflette le direzioni principali di drenaggio subglaciale nell’anno ’96. Confrontare tale predizione con i condotti topografati delle grotte nel ’97 ha permesso di osservare e analizzare lo spostamento e la rotazione degli stessi. Un’evidenza che si manifesta anche confrontando il fiume subglaciale Tatuk, topografato in entrambi gli anni.
Una volta raggiunti questi obiettivi prioritari e sfruttando le prestazioni dei Defender, ci si è avvicinati al fronte del ghiacciaio Skeidararjökull, da dove erano stati evacuati i 3 km3 di ghiaccio fuso nell’eruzione subglaciale dell’anno precedente, con l’intenzione di penetrare attraverso le uscite.
- Obiettivi di Islanda 99
Obiettivi scientifici:
- Installazione di diversi Data-Logger per raccogliere dati parametrici in continuo di:
- Variabili meteorologiche di ingresso
- Variabili di portata di uscita
- Risoluzione mediante serie temporali dei dati ottenuti, utilizzando il programma “Stocastos”
- Ottenere una distribuzione temporale dell’ablazione interna glaciale.
- Confronto con i dati ottenuti nelle Campagne Antartiche Spagnole 88/89 e 89/90, dove sono stati realizzati lavori simili a cura del Dr. Adolfo Eraso nell’Isola Livingston, situata a una latitudine simile a quella del ghiacciaio Kviarjökull, nell’Emisfero Sud:
|
Ghiacciaio Kviarjökull |
Isola Livingston |
|
|
Emisfero Nord |
Emisfero Sud |
|
|
Latitudine |
N 63º 56’ |
S 62º 39’ |
|
Longitudine |
W 16º 27’ |
W 60º 23’ |
Obiettivi esploratori
- Ripetere le topografie dei 13 ponors realizzate nel ’97, situati sia nella zona prossima alla Morena Centrale Destra che alla Morena Laterale Destra, per osservare la variazione di posizione e topografia (pianta, profilo, GPS e ablazione superficiale).
- Esplorazione e topografia di ponors o moulins nel settore della Morena Laterale Sinistra e nel primo fronte di seracchi, dove finora non si è lavorato.
- Grazie alla partecipazione del team italo/brasiliano dell’associazione Akakor Geograhical Exploring, riconoscere e topografare i percorsi allagati dei fiumi sotterranei glaciali, dove l’unica possibilità di progressione è mediante la tecnica di immersione con autorespiratore.
AKAKOR GEOGRAPHICAL EXPLORING e International Commission Glacier Caves and Karst in Polar Regions
- Spedizione Islanda’99: Oltre la Fantasia
Questa geografia fantascientifica ha ispirato una sfida reale. L’AKAKOR GEOGRAPHICAL EXPLORING, in collaborazione con l'”International Commission Glacier Caves and Karst in Polar Regions,” ha realizzato la Spedizione Islanda’99 – Viaggio al Centro della Terra.
L’obiettivo andava oltre la semplice curiosità: condurre studi tecnico-scientifici di frontiera e favorire l’interscambio culturale in una delle aree più inesplorate del pianeta.
Islanda’99 ha incarnato il moderno concetto di esplorazione, riunendo nove ricercatori da quattro diverse nazioni: Italia, Brasile, Spagna e Islanda. In soli 40 giorni, questi esploratori hanno prodotto approfondimenti geografici e scientifici di assoluto rilievo, concentrandosi in particolare sul Vatnajökull, la calotta glaciale più estesa d’Europa (8.410 km²).
- Il Team di Ricerca: Sfida Nello Spazio Ignoto
Il team AKAKOR – guidato da esperti in ricerche subacquee (Lorenzo Epis, Mauro Negri), esplorazione (Alessandro Anghileri e Marcel S.T.M. Silva), e idrogeologia (Soraya Ayub) – ha operato in sinergia con i colleghi spagnoli, tra cui Adolfo Eraso, membro della National Geographic Society, e l’idrogeologo islandese Sigurdur Jonsson.
In 2.000 ore di ricerca senza sosta, hanno raggiunto risultati cruciali:
- Esplorazione di 23 ponores (abissi glaciali) con tecniche speleologiche d’avanguardia.
- Immersioni endoglaciali effettuate con metodi non convenzionali e high-tech, aprendo nuove frontiere per la subacquea estrema.
- Ricerca idrogeologica completa di un bacino glaciale.
- Monitoraggio climatico continuo con strumentazione multifunzione di ultima generazione.
- L’Abisso Glaciale: Ad Alto Rischio
Da metà luglio a fine agosto, i nove ricercatori hanno sfidato le insidie mortali dei ponores per comprendere gli effetti del cambiamento climatico sul flusso dei ghiacciai. Per studiare questi mondi sotterranei, hanno applicato le più sofisticate tecniche di speleologia subacquea, utilizzando attrezzature high-tech progettate ad hoc per operare in ambienti a temperatura costante di zero gradi.
- L’Incognita dell’Immersione Endoglaciale
L’immersione endoglaciale è un’impresa ad altissimo rischio, ma che ripaga con visioni di bellezza incredibile. Lo speleosub esplora un regno alieno, vivendo un mix di sensazioni estreme: magia, terrore, angoscia e l’euforia di raggiungere l’ignoto.
Ogni singola immersione è un’operazione complessa e laboriosa: nulla può essere lasciato al caso. Un’avaria all’attrezzatura in acqua glaciale può avere conseguenze drammatiche. La selezione dei materiali da parte di AKAKOR è stata dunque rigorosa, poiché da essa dipendeva la loro stessa sopravvivenza.
La Spedizione Islanda ’99 non è stata solo un successo esplorativo: ha ampliato il concetto di Scienza come la più nobile attività umana, fornendo dati cruciali per la comprensione dei fenomeni climatici e la conservazione di queste aree vitali. L’esplorazione del Terzo Millennio non cerca solo nuove terre, ma produce sviluppi multidisciplinari che scrivono nuove, emozionanti pagine nella storia dell’uomo e della natura.
C’è ancora molto, moltissimo da scoprire.





